...e vissero tutti felici e contenti!
...mi è piaciuto molto e spero di rifarlo presto!
Mmmm...queste conclusioni, ce lo siamo detto più volte sono proprio banali e non certo memorabili…
Allora: come possiamo terminare un testo in modo efficace?
Per rendere l'idea dell'importanza dell'explicit, immaginate di essere al concerto del vostro idolo, immaginate di esservi scatenati per ore, di aver assaporato ogni nota, di aver sentito la pelle vibrare per l'emozione.
...E ora immaginate che nell'aria si diffonda la melodia dell'ultima canzone...
"Siam tre piccoli porcellin, siamo tre fratellin..."
che reazione avresti?
Esatto! Questa potrebbe essere proprio la vostra reazione! E questa è la reazione di ogni lettore quando si trova di fronte ad un finale deludente anche se il libro appena terminato era stato per lui - fino a quel momento - un ottimo compagno di strada.Qualcuno ha detto che l’incipit invoglia il lettore a procedere nella lettura del romanzo, mentre il finale serve a farglielo ricordare.
Allora vediamo come costruire explicit efficaci.
Riprendiamo il diamante della scrittura
Il finale (explicit) di un romanzo (e di un racconto) è altrettanto importante dell’incipit perché è il momento del congedo del lettore da parte dell’autore: il lettore finisce il suo viaggio all’interno del libro e torna nel mondo.
Il finale può essere aperto o chiuso.
Il finale chiuso conclude la vicenda. Un classico finale
chiuso è la morte dell’eroe.
Il finale aperto invece non chiude, cioè non conclude, la
storia. La lascia sospesa, appunto aperta. Il finale aperto è molto usato dai
moderni.
Finale circolare: riporta il lettore al punto
iniziale. Si conclude il romanzo con lo stesso concetto, immagine o parole
usati all’inizio. Si conclude la storia, quindi, da dov’era cominciata. Si
possono semplicemente ripetere gli eventi, oppure sviluppare tutta la storia
come un lunghissimo flashback.
Finale in medias res: così come esiste l’incipit
in medias res, esiste anche il finale in medias res, oggi sempre più adottato.
Il romanzo finisce quando la storia non è ancora finita, ad esempio, con un
gesto, una descrizione o un dialogo. Si ha la sensazione di un finale sospeso,
ambiguo, che vuol dare l’impressione che la storia sia molto più lunga (inizia
prima e finisce dopo) e noi siamo spettatori solo di un segmento.
Una storia, inoltre, può finire bene o male. Nel
primo caso si avrà il cosiddetto lieto fine.
Lieto fine. È una delle tipologie più tipiche e anche
quella più catartica e rassicurante per il lettore. Al termine di una storia
più o meno drammatica o intricata, il protagonista o i protagonisti ottengono
ciò che cercavano, coronano un amore, sventano un attentato, realizzano un
progetto; in sostanza, tutto va per il verso giusto. Si chiude il libro, o si
esce dal cinema, presumibilmente soddisfatti, ma anche un po’ presi in giro,
abbindolati.
Poi c’è il finale a sorpresa, quando
nelle ultime righe viene proposta una fine inaspettata, a sorpresa appunto, che
molte volte ribalta il senso del racconto. I finali con ribaltamento sono una
variante del finale a sorpresa: ribaltano di senso la storia, propongono di
riconsiderare tutta la storia alla luce di una nuova prospettiva.
Ha scritto William Goldman che la chiave per il finale di
ogni storia sta nel dare al pubblico ciò che vuole, ma non nel modo in cui se
lo aspetta.
Insomma dobbiamo capire che l'obiettivo è capire che il finale non è solo la fine della storia, ma l'ultima emozione che lasciamo al lettore.
Mettiamoci al lavoro e scegliamo una delle seguenti proposte:
1. L’Explicit Chiuso (Il Lucchetto)
È il finale dove tutto viene risolto. Non rimangono dubbi: il mistero è svelato, il problema è superato e il lettore si sente rassicurato.
Esercizio: "Chiudi la porta"
Situazione: Marco ha perso il suo gatto fuffi. Dopo ore di ricerca sotto la pioggia, sente un debole miagolio provenire dal garage del vicino.
Consegna: Scrivi un finale chiuso in cui spieghi esattamente come Marco ritrova Fuffi e come si conclude la serata per entrambi.
2. L’Explicit Aperto (Il Trampolino)
In questo caso, l'autore non dice tutto. Il finale lancia il lettore verso nuove domande o avventure che deve immaginare da solo. È perfetto per lasciare un po' di mistero.
Esercizio: "E adesso?"
Situazione: La giovane esploratrice Lara trova finalmente la grotta leggendaria. Al centro, su un piedistallo, c'è uno strano uovo dorato che emette una luce pulsante. Lara si avvicina e, proprio quando allunga la mano, l'uovo inizia a incrinarsi.
Consegna: Scrivi un finale aperto che si interrompa proprio sul più bello, lasciando il lettore con il fiato sospeso.
3. L’Explicit Circolare (L’Anello)
È un finale magico: la storia finisce proprio come era iniziata. Si riprendono le parole, i luoghi o i gesti dell'inizio, dando l'idea che tutto sia compiuto in un cerchio perfetto.
Esercizio: "Ritorno a casa"
Inizio della storia: "La mattina era iniziata con il solito odore di frittelle alla cannella della nonna e il rumore del vento che scuoteva i vetri della cucina."
Svolgimento (Sintesi): Il protagonista vive un'avventura incredibile nel bosco incantato, sconfigge le sue paure e ritrova la strada di casa al tramonto.
Consegna: Scrivi il finale circolare riutilizzando gli elementi dell'inizio (l'odore di frittelle, il rumore del vento) per mostrare che, nonostante l'avventura, il protagonista è tornato al sicuro.
Tabella di Autocorrezione
Puoi seguire questa tabella per aiutarti a verificare il loro lavoro:
| Tipo di Finale | Domanda di controllo | Cosa deve trasmettere? |
| Chiuso | Ho spiegato come finisce ogni cosa? | Senso di completezza. |
| Aperto | Ho lasciato un dubbio o una sorpresa? | Curiosità e immaginazione. |
| Circolare | Sono tornato all'inizio della storia? | Senso di armonia e ritorno. |


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