Vi ricordate la curva della storia?
- Situazione iniziale
- Rottura
- Crescendo
- Apice o culmine (IL CLIMAX)
- Scioglimento
- Conclusione
- Mostra non dire
- Zoom out (dal particolare al generale)
- Azioni ed emozioni intorno al parlato (Cornice citante che aiuta a entrare nella scena)
"Il mistero dietro le foglie
Io e il mio amico Luca stavamo camminando nel bosco. Tutto era calmo, quando a un tratto sentimmo un rumore strano.
Crack!
Sembrava un rametto calpestato. Ci fermammo subito. Il mio cuore cominciò a fare tum-tum, così forte che pensavo che Luca potesse sentirlo. Le mie gambe erano diventate pesanti come il piombo e non riuscivo a muovere un passo.
"Hai sentito?" bisbigliò Luca. La sua voce era sottile come un filo di seta.
Ci avvicinammo al cespuglio di rovi, un millimetro alla volta. Trattenni il respiro per non fare rumore: l'aria sembrava ferma e il tempo non passava mai. Con la mano che mi tremava un po', allontanai lentamente un ramo pieno di foglie verdi.
In mezzo all'ombra, vidi prima qualcosa di arancione. Poi, vidi una punta bianca. Infine, apparve un musetto nero che respirava a fatica.
Era una volpe. Era sdraiata sul fango e non scappava. Una zampa era stesa a terra, ferma, e il suo povero corpicino tremava tutto. La piccola volpe alzò la testa e mi guardò con occhi grandi e lucidi. Non avevo più paura; sentivo solo una grande tristezza nel cuore e avrei voluto abbracciarla per farla guarire."
Cosa ho usato per "rallentare" la scena?
Ascoltare i suoni: usare parole come Crack o Tum-tum (le onomatopee) per far entrare il lettore nella storia.
Usare i paragoni: dire che le gambe sono "pesanti come il piombo" fa capire subito quanto il protagonista fosse bloccato dalla tensione.
Vedere a pezzetti: invece di dire subito "vidi la volpe", abbiamo visto prima il colore (arancione), poi un dettaglio (la punta bianca della coda) e infine tutto l'animale. Questo si chiama "zoom out" e crea un effetto a sorpresa, crea suspense. (Il lettore vede un colore o sente un rumore e deve "indovinare" cosa sia, proprio come succede nella realtà)
Mostrare le emozioni: invece di scrivere "ero triste", abbiamo scritto che sentivamo "un peso nel cuore".
Azioni ed emozioni intorno al parlato: Esempio: (Azione) Si morse il labbro. (Parlato) "Non lo so," (Pensiero) pensò che non l'avrebbero mai creduta.
Ora facciamo due esercizi: Obiettivo 1: ZOOM OUT, dal particolare al generale
Imparare a descrivere un oggetto partendo dai piccoli dettagli (indizi) per arrivare alla visione d'insieme, rallentando il ritmo del racconto.
Ascoltare i suoni: usare parole come Crack o Tum-tum (le onomatopee) per far entrare il lettore nella storia.
Usare i paragoni: dire che le gambe sono "pesanti come il piombo" fa capire subito quanto il protagonista fosse bloccato dalla tensione.
Vedere a pezzetti: invece di dire subito "vidi la volpe", abbiamo visto prima il colore (arancione), poi un dettaglio (la punta bianca della coda) e infine tutto l'animale. Questo si chiama "zoom out" e crea un effetto a sorpresa, crea suspense. (Il lettore vede un colore o sente un rumore e deve "indovinare" cosa sia, proprio come succede nella realtà)
Mostrare le emozioni: invece di scrivere "ero triste", abbiamo scritto che sentivamo "un peso nel cuore".
Azioni ed emozioni intorno al parlato: Esempio: (Azione) Si morse il labbro. (Parlato) "Non lo so," (Pensiero) pensò che non l'avrebbero mai creduta.
Obiettivo 1: ZOOM OUT, dal particolare al generale
Imparare a descrivere un oggetto partendo dai piccoli dettagli (indizi) per arrivare alla visione d'insieme, rallentando il ritmo del racconto.
Scegli un oggetto e scrivi un breve paragrafo seguendo questi 4 passaggi "obbligati":
L'indizio sonoro o tattile: cosa sento prima di vedere? (Uno scampanellio, una superficie ruvida, un odore di gomma).
Il primo "frammento" di colore: cosa appare per primo? (Una macchia blu, un riflesso d'argento).
Il dettaglio della forma: una linea curva, un buco profondo, una punta bagnata.
La rivelazione finale: cos'è l'oggetto e cosa sta succedendo?
L'indizio sonoro o tattile: cosa sento prima di vedere? (Uno scampanellio, una superficie ruvida, un odore di gomma).
Il primo "frammento" di colore: cosa appare per primo? (Una macchia blu, un riflesso d'argento).
Il dettaglio della forma: una linea curva, un buco profondo, una punta bagnata.
La rivelazione finale: cos'è l'oggetto e cosa sta succedendo?
Esempio
"Eravamo nel buio della soffitta. Sotto un vecchio panno polveroso sentii un tic-tac leggero. Avvicinai la lampadina e vidi un riflesso d'oro che brillava tra le pieghe. Poi apparve un vetro tondo e sporco, con dietro dei numeri neri. Quando scostai tutto il lenzuolo, vidi che era il vecchio orologio del nonno, fermo da anni."
Ricorda "I passi del detective"
Puoi seguire questo schema per aiutarli a scrivere:
PASSO 1 (Udito/Tatto): Sento un... / Al tatto sembra...
PASSO 2 (Piccola vista): Vedo un pezzettino di colore...
PASSO 3 (Forma): Noto una forma fatta a...
PASSO 4 (Insieme): Finalmente capisco che è...
Obiettivo 2: Azioni ed emozioni intorno al parlato (Cornice citante che aiuta a entrare nella scena)
Imparare a descrivere il parlato perchè il dialogo non vive nel vuoto, ma dentro una scena piena di vita
EsempioLivello base (Piatto):
"Guarda là", disse Luca. "Poverina", risposi io.
Livello "Cornice citante - Azioni ed emozioni intorno al parlato":
Luca si bloccò di colpo, puntando un dito tremante verso l'ombra. "Guarda là", sibilò con il fiato corto. Io mi strinsi nelle spalle per il freddo, sentendo un nodo alla gola. "Poverina", sussurrai appena, mentre i miei occhi incontravano quelli dell'animale.
Il tutto si realizza in 3 mosse:
Puoi seguire questo schema per aiutarli a scrivere:
PASSO 1 (Udito/Tatto): Sento un... / Al tatto sembra...
PASSO 2 (Piccola vista): Vedo un pezzettino di colore...
PASSO 3 (Forma): Noto una forma fatta a...
PASSO 4 (Insieme): Finalmente capisco che è...
Obiettivo 2: Azioni ed emozioni intorno al parlato (Cornice citante che aiuta a entrare nella scena)
Livello base (Piatto): "Guarda là", disse Luca. "Poverina", risposi io.
Livello "Cornice citante - Azioni ed emozioni intorno al parlato": Luca si bloccò di colpo, puntando un dito tremante verso l'ombra. "Guarda là", sibilò con il fiato corto. Io mi strinsi nelle spalle per il freddo, sentendo un nodo alla gola. "Poverina", sussurrai appena, mentre i miei occhi incontravano quelli dell'animale.
Il tutto si realizza in 3 mosse:
1. La strategia del "Sandwich": Azioni ed emozioni attorno al parlato
Immagina che le parole pronunciate siano il ripieno di un sandwich. La "cornice" è il pane: sopra e sotto (prima e dopo la battuta) aggiungiamo ciò che i personaggi fanno o provano o pensano.
Esempio: (Azione) Si morse il labbro. (Parlato) "Non lo so," (Pensiero) pensò che non l'avrebbero mai creduta.
2. Evitare DIRE, ma usare i suoi sinonimi "densi" *💥👀
Invece di usare solo il classico "disse", si usano verbi che descrivono come viene detta la frase (sussurrò, gridò, balbettò) uniti a un dettaglio fisico.
Invece di: "Ho fame", disse Marco
Scriviamo: "Ho fame", gemette Marco, massaggiandosi lo stomaco vuoto.
*💥👀Oltre il solito DISSE: La Scatola dei Verbi Magici".
1. Per quando il personaggio è spaventato o emozionato
Sussurrare / Sibilare: per dare un senso di segreto o paura.
Balbettare: per quando si è molto nervosi.
Gemere: per esprimere dolore o una grande tristezza.
Ansimare: per quando si ha il fiato corto (come dopo aver visto la volpe!).
2. Per quando il personaggio è arrabbiato o deciso
Tuonare: per un comando forte e potente.
Sbraitare / Ringhiare: per una rabbia improvvisa.
Ribattere: per rispondere con sicurezza a qualcuno.
Esclamare: per una sorpresa o una decisione improvvisa.
3. Per quando il personaggio è triste o stanco
Mormorare: per parlare tra sé e sé o con poca forza.
Sospirare: per mostrare delusione o stanchezza.
Piagnucolare: per quando ci si lamenta di qualcosa.
3. La tecnica del "Regista"
Gli scrittori sono come dei registi cinematografici. Il regista non registra solo la voce, ma inquadra anche:
Il corpo: (Le mani tremano, gli occhi si spalancano).
L'ambiente: (Il vento soffia, una porta sbatte).
Il silenzio: (Le pause tra una parola e l'altra).
Una piccola amica in pericolo
Il bosco era silenzioso e profumava di terra bagnata. Luca camminava davanti a tutti, spostando i rami con un bastone. Dietro di lui, la piccola Nina saltellava tra le foglie secche.
Ad un tratto, Nina si bloccò e afferrò la maglia del fratello. «Luca, fermati! Ho sentito un pianto strano dietro quel cespuglio» sussurrò con gli occhi spalancati.
Luca si fermò di colpo. «Spero che non sia un animale feroce!» esclamò sentendo il cuore battere un po' più forte. Strinse forte il suo bastone e fece un passo avanti, cercando di non fare rumore.
Con molta delicatezza, scostò le foglie di un grande rovo. Nascosta nel fango c’era una piccola volpe dal pelo rosso. Aveva una zampa incastrata in un pezzo di ferro arrugginito e tremava tutta.
«Poverina! Dobbiamo aiutarla subito!» esclamò Nina. La bambina fece per allungare una mano verso il muso dell’animale.
«Aspetta, Nina! Non toccarla!» gridò Luca, parandosi davanti a lei «Le volpi sono spaventate quando soffrono e potrebbero mordere per difendersi» si ricordò Luca ripensando a quello che gli aveva spiegato il nonno.
La volpe li guardò. Aveva gli occhi lucidi e faceva dei piccoli versi, come se stesse chiedendo scusa per il disturbo. Provò a muoversi, ma la trappola la teneva stretta e lei lanciò un guaito di dolore.
Nina si premette le mani sulle guance, quasi pronta a piangere.
«Ma non possiamo lasciarla qui da sola al freddo!» gemette con la voce che tremava.
Luca guardò la zampa ferita e poi la strada verso casa.
«Devo correre a chiamare il papà, lui sa cosa fare» pensò cercando di farsi coraggio. «Ascolta, Nina. Io corro a prendere aiuto. Tu rimani qui, ma siediti su quel tronco lontano, così la volpe non si spaventa» spiegò Luca, indicando un albero caduto poco distante.Nina guardò la volpina e poi suo fratello. Si sedette sul tronco e strinse le gambe al petto. «Va bene, Luca. Però fai in fretta, io le racconterò una storia così non avrà più paura.»
Luca le fece un cenno con la mano e iniziò a correre più veloce che poteva verso casa.
«Tieni duro, piccola volpe, stiamo arrivando» pensava mentre saltava i sassi del sentiero.Nel racconto ci sono tre cose diverse che si mescolano:
Il Parlato: Le parole che i bambini dicono a voce alta.
L'Azione: Quello che i bambini fanno con il corpo (camminare, saltare, spostare i rami).
Il Pensiero: Quello che i bambini sentono dentro la loro testa.
Ora immagina questa scena: tu e il tuo migliore amico (o amica) state giocando al parco. Sotto una panchina isolata, notate un pacco misterioso avvolto in carta dorata che si muove leggermente.
Il Parlato: Le parole che i bambini dicono a voce alta.
L'Azione: Quello che i bambini fanno con il corpo (camminare, saltare, spostare i rami).
Il Pensiero: Quello che i bambini sentono dentro la loro testa.
Scrivi un breve racconto applicando la strategia del sandwich (azioni ed emozioni intorno al parlato):
Azione: Cosa fanno i personaggi? (Gesti, movimenti).
Parlato: Cosa dicono i personaggi? (Dialoghi).
Pensiero: Cosa sentono o immaginano i personaggi? (emozioni e riflessioni interne).
Ricordati di usare:
Le virgolette o i trattini per il parlato
I sinonimi del verbo DIRE



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